venerdì 7 dicembre 2012

La Voce del Fuoco



La Voce di Fuoco

Lautore di questo libro è il famosissimo Alan Moore. Se ovviamente non lo conoscete, vuol dire che probabilmente non sapete molto di comics, perché non c’è stato nessun autore che ha influenzato come lui questo genere letterario. V for Vendette e Watchmen, che hanno ispirato i loro omonimi film, hanno ridefinito il concetto di supereroe. Comunque non è mia intenzione annoiarvi con una storia del fumetto, volevo spiegarvi il motivo per cui ho deciso di leggere questo libro. Ossia se questo autore riusciva a esprimere la sua genialità anche nella classica forma del romanzo. Secondo me ci è riuscito alla grande. Chi è il protagonista della Voce di Fuoco? E la città di Northampton, cioè la sua città. La omaggia narrando delle vicende di alcuni individui nel corso della sua lunga storia, dalla preistoria per arrivare al 1995. Le vicende possono essere lette in maniera indipendente le une dalle altre, ma ci sono dei piccoli legami. Oltre alla città di Northampton, ricorrenti sono il fuoco, la fine violenta dei protagonisti, lo sciamano dalle corna di cervo, la malattia degli arti inferiori, gli shagfoal (citati e intravisti di sfuggita, ma che non compaiono mai) e il mese di Novembre. Il primo racconto non può iniziare nel peggiore dei modi. Pensate, è in prima persona, come tutti gli altri racconti, ma è raccontato da un preistorico ritardato e il modo in cui è riproposta la sua narrazione è verosimile al massimo, anche se molto ostico per noi. La sintassi è piena di errori e non si capisce bene che cosa voglia dire in alcune parti. Io lho interpretato come una sfida. Lautore ci dice: Volete un romanzo semplice e facile da comprendere? Bene, posate questo e passate al prossimo! Non voglio che a leggere il mio libro siano tutti, non mi importa che diventi un best- sellers. Voglio che venga letto dalle persone giuste. Supera questa prima prova inziale e sarai degno di sapere cosa c’è scritto dopo. La fatica è stata tanta, anche se in una prosa così ostica ho trovato momenti di rara poesia e a espressioni che secondo me sono veri colpi di genio come questa: Io fa chiude gli occhi, così che lei non vede. Cioè il protagonista ha paura di una donna e così chiude gli occhi pensando che così non le faccia del male, un po come fanno i bambini che vedono nel bui dei mostri immaginari e chiudono gli occhi pensando che così scompaiono. Con il secondo racconto, la prosa diventa più scorrevole anche se la protagonista, che è anche una donna della preistoria, usa solo il presente e quindi devi stare attento a quando parla degli eventi che gli stanno succedendo adesso e di quelli che gli sono già successi. La prosa con gli altri racconti diventa scorrevole, ma i messaggi nascosti sono altrettanto difficili da capire e comprendere. Uno che più mi ha colpito e divertito è stato Confessioni di una maschera, in cui è una testa infilata ad una lancia a raccontare la sua storia e il suo quotidiano. Lironia di Moore si manifesta anche nelle Complici nel Rammendo e Io Porto i Reggicalze. In tutti la psicologia dei personaggi è resa benissimo e sembra perfetta lempatia che lautore ha con loro. Non si sente affatto la sua voce, ma quella di ognuno di loro. Lultimo racconto si svolge nel presente e il protagonista è Alan Moore che parla di questo libro, di alcuni episodi della sua famiglia e descrivere fisicamente e concettualmente la sua città. Tenebre nascoste dietro tendine di tulle. Follia. Violenza. Anche solo ad un esame superficiale, sono queste le tinte predominanti della tela di Northampton. E innegabile che vi si nascondono anche lo stupore e la malinconia e un pungente senso dellumorismo

Finito il libro, due sono state le sensazioni che più ho provato. Un senso di soddisfazione, ma soprattutto la voglia di rileggerlo una seconda volta per capirlo meglio e ritrovare tutte le frasi che mi hanno colpito e come il fuoco mi hanno marchiato il cuore.

Voto

Bellissimo, poetico ma non per tutti

sabato 1 dicembre 2012

Hippolita. 1







La signora Strong guardava dalla vetrata del suo ufficio i manifestanti assembrati di sotto che protestavano. Grazie alla Strong i colpevoli sono fuori, dicevano alcuni cartelli. Lei sorrise soddisfatta. Era quella che voleva.
-Signora Strong?- la chiamò una sua segretaria un po’ intimidita dalla donna che a soli trenta anni aveva uno studio legale con il suo nome e una fama di squalo di aula di tribunale da far impallidire chiunque. La verità era che lei era la più brava.
-Il suo cliente la aspetta- continuò la segretaria
-Si, sto venendo… la sua documentazione?-
La ragazza le porse la cartellina e lei iniziò a leggerla mentre andava verso la stanza dove si trovava il suo nuovo cliente. Quando aprì la porta si trovò un uomo della sua stessa età, molto affascinante e con un pizzetto. Nel suo completo i muscoli si potevano intravedere.
-Signora Strong è un piacere conoscerla- disse l’uomo porgendole la mano
-Il piacere è mio signor Maicol Aires –disse lei stringendo la mano –per quanto mi riguardo il titolo signora è per via della rispettabilità che ho conquistato, non per il fatto di essere sposata…-
-Preferisce Miss?- le chiese l’uomo –Ha una bella stretta per essere una donna-
-Lasciamo stare queste faccende… vedo che lei è accusato di molti crimini. E’ un mercenario e dove va lei arriva guerra e morte… la morte non sono per i nemici ma anche per civili innocenti…-
-Signorina Strong… nessuno è innocente a questo mondo…-
-Quindi si vuole dichiarare colpevole?- gli chiese guardandolo negli occhi neri come la pece
-No…- scoppiò a ridere –sto dicendo che tutti commettiamo dei peccati… i crimini sono un’altra faccenda. Le posso assicurare che io non centro nulla con la morte degli innocenti.-
-Molto bene… allora per me sarà più facile dimostrare che lei non è colpevole… sa dalle mie parti esisteva una favola. C’era una amazzone che riusciva a vincere anche gli uomini, pensi riusciva anche a sfidare gli dei. Un po’ come lei. C’è solo una differenza. Lei si prodigava per gli indifesi e gli oppressi. Come mai lei è così diversa?-
-Non tutti possiamo essere gli eroi della storia, non è vero signor Aires?- gli rispose –Comunque non sono affari suoi. Tanti altri avvocati in città fanno lo stesso-
-Però lei è l’unica che è riuscita a far scarcerare un pericoloso serial killer che il giorno dopo ha ucciso una bambina e non mi dica che lei non sapeva che fosse colpevole… Sapeva che gli piaceva uccidere delle bambine e lei ha fatto finta di nulla e ha fatto…-
-Il mio dovere! Ho fatto il mio dovere!- urlò lei –E lo stesso farò con lei!
-Molto bene…- sorrise soddisfatto –spero tanto che non mi deluda
-Come finisce quella sua storia su quella eroina?- le chiese lei vedendo che stava per andarsene
-Glielo racconterò un altro giorno-
Il signor Aires uscì passando in mezzo alla folla e si fermò davanti ad un barbone cencioso e sporco.
-Come è andata, figliolo?- gli chiese il barbone
-Non ricorda nulla… ed il problema più grave è che sembra me… qualcuno dovrà guarire la sua anima altrimenti per noi sarà la fine…-
-Forse è quello che ci meritiamo… dimenticati da tutti e presto anche morti…-
-Non lo permetterò padre, costi quel che costi… ho un piano, mi serve lo zoppo…-
-Non coinvolgerlo… lo sai che è un demente e che rischia di fare solo danni…-
-E’ mio fratello ed è ridotto in quello stato solo per colpa tua… non hai mai dato affetto ai tuoi veri figlio solo a quel bastardo e ora guarda che cosa è successo!-
-Se non fosse stato per quella cagna di tua madre! Lei lo ha portato alla follia!-
-Non parlare così di mia madre!- gli urlò il figlio –Lei è morta per colpa tua e della tua infedeltà… se questa situazione si risolverà, io e te dovremo avere un confronto-
La giornata sta per concludersi e tutti si preparavano ad uscire. Solo Hippolita stava ancora studiando tutta la documentazione per salvare il suo cliente.
Era tutto normale fin quando la porta del piano in cui si trovava lo studio legale non venne sfondata dal calcio di un uomo con un soprabito addosso.
-Come ha fatto? La porta è blindata- balbettò per la sorpresa un giovane avvocato che era ancora all’inizio.
L’uomo si avvicinò a lui molto lentamente, lo afferrò per il collo e glielo spezzò come nulla fosse.
-Cazzo! Un dannato Terminator!-
Era vero l’uomo si muoveva come se fosse una macchina. Uno cercò di opporsi alla sua avanzata, lo colpì con una sedia, ma questa si fracassò contro la schiena dell’assalitore.
Hippolita solo dopo un paio di minuti sentì il baccano per quanto era concentrato, furiosa si diresse verso la porta del suo ufficio pronto a richiamare tutti i suoi sottoposti all’ordine. Non si trovavano mica allo stadio…
Poi vide l’uomo che stava facendo letteralmente a pezzi i suoi avvocati e sgranò gli occhi dalla paura. Uno di quei pazzi manifestanti? L’uomo la vide e lasciando stare gli altri andò verso di lei.
-Oh Cazzo! Mi ha vista- pensò in preda al panico. Doveva fare qualcosa immediatamente. Un manifestante! Certo! Aveva comprato una pistola preoccupata che qualche fanatico potesse farle del male… corse nella sua scrivania e aprì il cassetto. Non appena le sua mani sfiorarono l’acciaio dell’arma, sentì una strana sensazione.
L’uomo sfondò la porta rompendo il vetro e il legno che la costituivano senza alcuna preoccupazione. Sembrava che nulla potesse fermarlo. Lo guardò negli occhi. Erano completamente neri. Le venne un terribile mal di testa. Non proprio in quel momento! Quegli occhi le sembrava di averli già visti… ma dove?
Gli puntò contro la pistola e sparò. Il proiettile finì contro il petto dell’uomo ma rimbalzò. Anche lei pensò che si trattasse di un terminator e che fosse fatto di acciaio. Doveva essere spaventata a morte, ma in realtà si sentiva bene… eccitata come non mai nella sua vita. Sparò ancora senza alcun successo. L’uomo o quello che era le fu abbastanza vicina da tentare di afferrarla. Lei però salì sulla scrivania e fece un salto sopra la testa dell’assalitore finendo dall’altra parte. Fu sorpresa del suo gesto. Non aveva mai fatto atletica. Premette un’altra volta il grilletto stavolta mirando ad un occhio. Centro perfetto. L’essere ora si muoveva meno sicuro. Non ci vedeva bene. Prese di nuovo la mira, ma stavolta non lo prese. Sparò un altro colpo e stavolta fece centro. L’essere era cieco e per questo perse il controllo. Iniziò a colpire da per tutto. Afferrò la scrivania e la lanciò dove pensava che ci fosse Hippolita. Doveva scappare ma la prima cosa che pensò e che se l’avesse fatto, il suo assalitore l’avrebbe cercata e avrebbe fatto del male a chiunque incontrasse. Non le era mai importato degli altri, le avevano fatto troppo male, però sapeva che era sua responsabilità proteggerli e lo avrebbe fatto. Si lanciò contro l’essere e lo colpì con i suoi piedi sul petto. Questo indietreggiò verso la vetrina, ma nulla di più. Hippolita invece si era fatta male. Era veramente d’acciaio quel dannato coso. Quando lo vide vicino alla vetrina, le venne in mente di buttarlo giù. Si rialzò e riprovò a colpirlo come aveva fatto prima. Ci riuscì. Il robot o cyborg sfondò la vetrina però le prese il piede e la trascinò con se. Prima di cadere insieme nel vuoto, una mano le afferrò il braccio. Era Aires che la guardava sorridendo.
-Giusto in tempo… se si voleva sbarazzare dei suoi contestatori non doveva lanciargli contro un uomo e se stessa… bastava l’uomo!- disse sorridendo e tentando di portarla dentro e al sicuro.
-Non era un uomo- gli disse affaticata ed esausta per lo sforzo che aveva fatto nel buttar di fuori il suo aggressore
-Lo so…-
-Come fa a saperlo?- gli chiese sospettosa
-Perché so chi l’ha mandato…-
-Dobbiamo denunciarlo…-
-Nessuno può fermarlo… morirebbero solo innocenti…-
-E quindi? Aspetto che mi uccida?-
-No, andiamo ad affrontarlo io e lei-
Fino ad un minuto fa, avrebbe dato del pazzo a quell’uomo. Non le importava di quella bambina che era stata uccisa da quel serial killer, figurarsi dei poliziotti che rischiavano la vita per compiere il loro lavoro… ora però era cambiata qualcosa. Non sapeva che cosa però.
-D’accordo.-

venerdì 16 novembre 2012

La Twilight mania




Di questi tempi affermare di aver letto un libro, o peggio ancora aver visto un film della saga Twilight può essere rischioso per la salute della propria vita sociale. Esistono infatti due precise fazioni che la pensano chiaramente in proposito: ci sono i fan, coloro che sono ormai completamente assorbiti dal fenomeno, che ne parlano come se fosse la cosa più importante a questo mondo, che si documentano e che ne sanno sempre una in più sulla loro storia d'amore preferita: very Twilight addicted!; e poi ci sono i criticoni, che pur di non ammettere “ho letto Twilight e mi è piaciuto” si farebbero sparare perché si vergognano, oppure per superiorità perché diciamocelo magari davvero non hanno mai letto Twilight e si rifiutano di farlo perché loro colti sono abituati a saziarsi con gli amati Kant e Freud.
Io ammetto l'esistenza di un terza categoria di persone: quelli un po' meno maniaci dei fan e un po' più aperti dei criticoni, quelli come me. Ebbene lo ammetto e non me ne vergogno, ho letto tutti i libri della saga Twilight e ho visto anche tutti i film, al cinema! Non sono una “fan” dando a questo termine l'accezione corrente di fissato che colleziona dvd, poster, gadjet vari e che se potesse si farebbe mordere all'istante da quel pallidone di Edward.
Io ho letto Twilight e poi subito dopo senza pausa anche New Moon, Eclipse e Breacking Dawn, e sinceramente mi sono piaciuti molto. Tutto questo prima del principio, prima che la Twilight saga si trasformasse in Twilight mania, prima che l'amore tra Bella ed Edward venisse impresso su pellicola e prima che un'orda di quindicenni un po' standardizzate li facesse apparire come pan per deficienti. Mentre leggevo, pagina dopo pagina, ho amato questi libri, mi ci sono immersa e ho vissuto con i protagonisti ogni emozione. Ma appena esploso il fenomeno Twilight ho preso le distanze e l'ho osservato dall'esterno quasi disinteressata.
I libri di Twilight appena usciti hanno riscontrato un grande successo ma in fin dei conti sono passati molto in sordina, finché non ne è stato tratto il primo film, da quel momento tutto il mondo ha conosciuto Bella ed Edward e se andrete in Cina, alle Filippine, nel Burundi o al Polo Nord a chiunque chiederete “Twilight?” saprà dirvi anche solo a grandi linee di che si tratta.
Perché è diventato un fenomeno globale? Non lo so! E sinceramente non mi interessano gli studi sociologici, mi piace pensare che forse alle ragazzine piaccia l'idea di una storia d'amore romantica e impossibile, perché di questo si tratta, anche se forse un po' troppo surreale in certi momenti e con qualche dettaglio lasciato al caso.
Ma parliamo dei film, che di sicuro hanno richiamato un'utenza ancora maggiore e variegata.
Non ho particolarmente apprezzato le interpretazioni degli attori protagonisti soprattutto per quanto riguarda la giovane attrice che dà il volto a Bella, le cui doti vengono esageratamente decantate dai fan. Al contrario mi sono piaciuti molto i personaggi secondari, a cominciare dalla famiglia Cullen che accoglie Bella una volta trasformata in vampiro, i Volturi, millenari vampiri italiani che si dimostrano gli unici con un po' di personalità e un briciolo di pazzia che li rende i cattivi della situazione, e infine gli amici dei Cullen, vampiri provenienti da tutte le parti del mondo come i classici rumeni, le amazzoni, gli irlandesi e così dicendo. Ecco, questi personaggi a mio avviso hanno contribuito a rendere la storia più viva, e nel film conclusivo, Breacking Dawn parte 2 uscito pochi giorni fa al cinema, a loro è stato dedicato spazio e sono diventati veri protagonisti. Perciò questo film mi è piaciuto più di tutti gli altri precedenti, iniziando da Twilght mal riuscito, se non da dimenticare, passando per New Moon, migliore di gran lunga grazie alla regia e ad una sceneggiatura impostata maggiormente sul sovrannaturale che da però la sua massima espressione nel terzo film, Eclipse. Qui i cattivi si fanno vedere e sentire, uccidono e si battono con i buoni, la storia d'amore persiste ma non è più in primo piano, ora a prevalere sono la sete di sangue e di vendetta. Successivamente esce Breacking Dawn parte 1, Bella ed Edward si sposano, e la storia ritorna incentrata su di loro ma non è più un amore adolescenziale, ora il mood è quello sovrannaturale, prevale sempre il vampiresco. E il film è bello davvero, anche se non quanto la parte 2, che in un'escalation, partendo un pò lentamente, è pieno di colpi di scena che lasciano lo spettatore, anche il meno appassionato, a bocca aperta, ci sono risvolti che ti fanno dire “oh no” mentre ti copri la bocca incredulo e scioccato, ci sono bei personaggi e belle situazioni. C'è una battaglia, reale o meno scopritelo da voi, e c'è il lieto fine, non scontato.
Forse per i criticoni è e resterà sempre una storiella d'amore un po' stupida, e per i fan rimarrà una parte di loro, impossibile da dimenticare, ma comunque sia la Twilight saga è finita e prevedibilmente il fenomeno presto si affievolirà fino a rimanere un piccolo ricordo nelle menti di pochi. Ciò che conta a questo punto non è se la storia piaccia o meno, se abbia venduto o meno, se poteva essere trattata diversamente o se poteva venir considerata diversamente. L'unica cosa che conta è che Twilight ha fatto sognare tante persone nel mondo, tante ragazze e donne, ognuna con le sue motivazioni, ognuna con i suoi gusti. Non vedo per quale motivo criticarle, la libertà d'espressione è la cosa migliore che un essere umano possiede e se a qualcuno Twilight fa sognare, piace e resta nel cuore allora bè, la funzione che secondo me deve possedere l'espressione artistica, in ogni forma, è stata raggiunta. Se Twilight ha significato molto per tanti allora io sono contenta per loro e a chi critica e pregiudica auguro non capiti a loro volta di veder fatto a pezzi ciò a cui tengono davvero.
Twilight può piacere o meno, che ognuno faccia per se.






lunedì 12 novembre 2012

Una storia su Twilight. Conclusione



Victoria entra nel suo rifugio sicura di se. Ha un esercito di neonati con cui potrebbe tener testa anche ai Volturi, ma a lei interessa prendersi solo la sua vendetta su Bella e i Cullen. Sulla prima è quasi fatta, infatti è completamente in suo pugno e al suo fianco ha il padre di lei completamente alla sua mercé. Osserva la sua preda e nota che qualcosa non va, però non capisce cosa. I suoi capelli sono più rossi del solito, ma lei non ci fa caso e non fa neppure caso al fatto che il braccio è nascosto dietro la schiena. Non vede però Riley né sente il suo odore.
-Dov’è Riley? Perché ti ha lasciata sola?-
Bella si alza dopo aver spezzato il collare che aveva al collo e avanza verso la vampira con fare sicuro, gli occhi sono rossi e decisi. E’ diventata una vampira.
-Il tuo amico è morto… prima però mi ha trasformata!-
Victoria capisce subito il pericolo che sta correndo e si lancia contro di lei, incredibilmente viene fermata in aria con un solo gesto da Bella.
-Dopo la trasformazione i miei poteri sono cresciuti… potrei annientarti con un solo pensiero!-
Negli occhi di Victoria per la prima volta compare la paura, stavolta è lei alla mercé di Bella e la neovampira sembra pronta a tutto.
-Figli miei attaccatela! Charlie annientala!-
Colui che un tempo era suo padre, senza pensarci per un secondo si lancia contro ma viene fermato come Victoria in aria. Gli altri neonati cercano di colpirla ma un vento generato dai suoi poteri telecinetici li investe ed è così sferzante che li smembra tutti. La vampira sospesa non poteva crederci, aver formato quell’esercito le era costato tanto sforzo e in pochi secondi era tutto distrutto. Aveva perso su tutti i fronti, Bella l’aveva umiliata di nuovo.
-Maledetta ragazzina! Fa in fretta! Sono stanca!-
-Volevi che soffrissi! Mi hai provocato dolore, mi hai umiliato lasciandomi nuda! Ora non ho più bisogno di vestiti per essere sicura di me! Non ho bisogno di nulla! Sono diventata ciò che tu non potrai mai essere! Hai rovinato la vita di mio padre! La trasformazione non è riuscita bene in lui, non riesco a leggere nessun pensiero nella sua mente! Dovrò liberarlo da questo fardello! Dovrò uccidere mio padre! Ed è tutta colpa tua! Ti farò soffrire! Ti farò urlare! E non è detto che morirai-
Il vento generato dal suo potere si alza di nuovo sferza il corpo di suo padre facendolo a pezzi e poi si avventa su Victoria. La vampira urla dal dolore perché i suoi capelli vengono strappati uno ad uno. Bella le spezza un osso alla volta e poi la colpisce alla mente.
-Non morirai… vivrai per secoli la tortura mentale che ho progettato per te. Grazie per avermi portato il messaggio di Jacob…-
Victoria cade a terra e dalla bocca inizia a sbavare… nella sua mente non fa che essere bruciata per sempre.
Bella sorride, finalmente si è liberata dalla sua prigione e dalla sua aguzzina.
In quel momento però entrano i Cullen e i lupi guidati da Sam.
-Bella? Stai bene? Dov’è Victoria? Tu sei nuda? Uscite tutti di qua!- dice Edward senza riuscire a capire bene la situazione.
-Sei geloso di me? Eppure mi hai lasciato, eppure mi hai tradito con Tanya e con quello là!- indica Lestat e le porte del rifugio si chiudono alle loro spalle.
-Era meglio se non partecipavo a questa storia… quando trovo quei tre- dice Lestat preoccupato dai poteri di Bella.
-Non importa anche io ti ho tradito… e sai una cosa? Ho scoperto che sto meglio senza di te e che voglio altro dalla vita! Conosco tutti i vostri pensieri e i vostri punti deboli, nessuno può fermarmi!-
-Che cosa vuoi fare?- chiede Edward incredulo al cambiamento della sua ragazza
-Il potere! Sono l’essere più potente di questo mondo e intendo sfruttare la mia situazione! Andrò dai Volturi e diventerò la loro regina! Poi conquisterò il resto del mondo!-
-Sei pazza…- osa dire Carlisle e in men che non si dica di lui non rimane che polvere.
Esme perde il controllo e si lancia contro la ragazza che la smembra senza pensarci troppo.
-Nessuno può fermarmi… Alice, lasciami passare…-
-Credevo che tu fossi una nostra amica!-
-Lo ero… e voi mi avete abbandonato, mi avete lasciata a Victoria e lei ha portato via Jacob e mio padre! Tutto il mondo deve provare ciò che io provo!-
-Bella! Che fine ha fatto il nostro amore?- chiede Edward
-E’ andato perso per la tua codardia!- gli risponde –No, non capirò che tu sei l’amore della mia vita e che sto sbagliando… non sto sbagliando! Questo mondo fa schifo e io lo migliorerò! Non morirà più nessuno! Sam, per rispetto di Jacob, ti chiedo di non fare ciò che hai in mente… voi non centrate con noi e con questa storia, potete tornare a casa vostra-
Sam però non ha alcuna intenzione di tornare a casa e nemmeno il suo branco, sono pronti a morire pur di fermarla e ci provano. Nemmeno di loro però non rimane che polvere. Emmett e Jasper provano a fare qualcosa, ma il risultato non cambia. A quel punto Alice e Rosalie hanno un crollo nervoso ed Edward guarda Bella non riuscendo a capire chi ha di fronte. Lei lo supera e se ne va… il mondo non è più sicuro.

I due osservano da lontano ciò che sta succedendo.
-Incredibile la piega che ha preso la storia- dice Terry
-Un bel colpo di scena, non credi?- chiede Stephen perplesso – sembra un horror-
-E’ una storia di vampiri, che cosa pretendevi baci e abbracci? Ah giusto! Credi che abbiamo osato troppo?-
I due si voltano e vedono una folla inferocita, sono tutti i fans di Twilight.
-Avete reso Bella una pazza psicopatica!- dice uno
-Deve stare con Edward!- dice una –Trovate il modo di farli stare insieme!
-E’ impossibile ormai… Bella ha ucciso quasi una ventina di persone, è impossibile da redimere e  Edward come farebbe a perdonarla?-chiede Stephen
-Un clone! Quella lì è un clone oppure fallo stare con un clone di Bella  e a questa uccidila-
-Un alieno! E’ stata sostituita da un alieno che può prendere l’aspetto di tutti e lei si trova sulla navicella e non ha fatto nulla!-
-State davvero dicendo queste cose?-
-Noi vogliamo Bella ed Edward insieme!-
-Ma per questa storia non avete già il libro della Meyer? Non sono perfetti per voi? Perché volete leggere altre storie in cui Edward e Bella stanno sempre insieme se già avete una saga che finisce così?- chiede Stephen cercando di farli ragionare.
-Forse perché quei quattro libri sono noiosi?- risponde retoricamente Terry
-Non ti ci mettere pure tu- lo rimprovera Stephen –Meno male che non c’è Alan se no già ci avrebbero linciato-
-Vogliamo Edward e Bella! Vogliamo Edward e Bella! Vogliamo Edward e Bella!- urlano in coro i fans
-Sono troppo vecchio per queste cose… meno male che mi dimenticherò di questa faccenda- esclama Terry
-Non vi è piaciuta quindi la nostra storia?-
-No e poi voi chi cazzo siete che credete di essere più bravi della Meyer?- chiede un fan
I due si guardano negli occhi e Stephen vorrebbe iniziare a elencare tutti i suoi libri e il suo Curriculum Vitae, ma Terry fa di no con la testa. Non ne vale la pena. Non cambierebbe nulla.
-Signori… come va?- chiede Alan comparso alle loro spalle.
-Non sei morto?- chiedono sorpresi i due
-Li ho portati a casa mia e gli ho fatto vedere cosa ho in dispensa… si sono divertiti molto.-
-Non gli piace come sta andando la storia- spiega Stephen distrutto
-Lo immaginavo… torniamocene a casa, per loro non c’è speranza.-
-E la storia la lasciamo incompleta?- chiede Terry
-Che se l’aggiustino da soli se vogliono-
-Ma Bella è a piede libero- fa notare Stephen-
-Nella vita vera non vincono sempre i buoni e in questo mondo vincerà lei- dice Alan un po’ scocciato
-D’accordo- dicono Stephen e Terry contenti di abbandonare questa dimensione
Il mago apre un altro portone e insieme ci si buttano dentro, poi prima che si chiuda del tutto compare la sola mano di Alan che fa il gesto dell’ombrello.
I fans si guardano tra loro dispiaciuti, non avranno il finale che volevano poi però all’improvviso appare qualcuno alle loro spalle e questi si girano.
-Volevate che fossi una donna indifesa e che dipendessi da Edward in tutto e per tutto? Che fine ha fatto il movimento femminista?- chiede Bella alquanto alterata.
-Leggi nelle nostre menti e capirai perché devi stare con Edward!- dice una fan
Bella lo fa e dopo qualche secondo della folla di fans non rimane che polvere al vento.
-Ringraziate che non vi ho lasciati vivere torturandovi… e adesso andiamo a conquistare il mondo-

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