lunedì 5 novembre 2012

Una storia su Twilight. 5



Rupert è davvero carismatico, non potete nemmeno immaginare di come sia bello vederlo dirigere tutti i suoi attori, compresi noi che facciamo le comparse. A me è stata affidato il ruolo di prima vittima. Devo fare la cheerleader un po’ zoccola che sta avendo un rapporto sessuale con Jacob, la vittima numero due, un atleta bullo che prima di incontrarsi con me ha preso in giro Jessica, la secchiona della classe e credo vittima numero quattro o cinque. Ad ucciderci sarà una vampira interpretata da un’attrice di mezza età ormai in declino di fama e che vede in questo film uno delle ultime possibilità per guadagnarci qualcosa. I protagonisti invece sono una ragazza che ha già fatto un film di adolescenti di medio successo e quindi si sente tutta lei. E’ veramente antipatica e non la sopporto, oltre al fatto che non fa che strusciarsi con Rupert. Che rabbia che mi fa. L’altro protagonista è un ragazzo al suo primo film, ma viene dalla Disney e quindi tutti i bambini della città lo conoscono. Oggi si gira la scena della mia morte.
-Allora Bel… sei tu a condurre il gioco. Entri nello spogliatoio della squadra sapendo che c’è solo lui e vedendolo a petto nudo lo sbatti contro un armadietto. Poi ti abbassi fino alla vita e fai finta di fargli un pompino. Tu Jacob cerca di essere un po’ espressivo, dopo un po’ chiudi gli occhi e quando li riapri spaventati a morta. A quel punto è il tuo turno Helen… sono sicuro che non devo spiegarti nulla- cerca di coccolarsi l’attrice più anziana ma anche più brava del suo cast. Helen fa di si con la testa.
-Azione!-
Abbiamo svolto la scena alla perfezione come ci ha indicato Rupert e poi è stato il turno di una scena di Katrine… la star del film. Era però ancora nel camerino che si doveva preparare. Rupert non era per nulla infastidito.
-Le star si fanno aspettare…- mi dice sorridendo dopo un po’ però inizia ad urlare e Katrine esce dalla roulotte e fa i gradini per scendere, ma mette male il piede e prende una storta. Urla da dolore e i medici non riescono a calmarla. Bisogna portarla all’ospedale, dice uno, forse ha la gamba rotta.
Rupert si butta sulla sedia, è molto dispiaciuto.
-Vuol dire che il film non si farà?- chiede Helen preoccupata di perdere il suo ingaggio
Rupert allarga le spalle sconsolato, poi gli viene in mente qualcosa, guarda me con i suoi occhi azzurri.
-Posso usare Bel, che dici Helen?-
-Si… nella sua scena non è stata male, ma sarà in grado di recitare per tutto il film?-
-Avanti è un film horror non è che ci vuole chi sa cosa- dice Rupert ormai convinto di usare me per il suo film.
-E troviamo un’altra per la sua parte e dobbiamo rigirare anche quella?-
-No, cambiamo un po’ la sceneggiatura… la prima vittima sarà anche la sorella gemella della nostra protagonista… forza forza giriamo!-
-Ma magari Katrine si riprende… forse è solo una storta- cerca di dire qualche aiutante di Rupert-
-In quel caso troverò un modo per farla rientrare nel film…-
Così inizio il mio primo giorno da attrice e devo dire che mi sono molto divertita, anche se è stato faticoso. Però Rupert mi è sempre stato vicina e mi ha dato ottimi consigli. Mi ha chiesto se mi andava di uscire per festeggiare questa mia promozione. Non ho saputo dire di no a quegli occhi.
***
-Edward non andare!- mi urla Alice
-Hai visto che vado dai Volturi?- le chiedo sapendo già la risposta
-Non puoi farlo… non sei un mostro e hai fatto solo un errore a fare sesso… con Tanya?-
-Visto nemmeno tu puoi credere a ciò che ho fatto-
-Non importa… non meriti la morte per questo, magari la castrazione chimica, ma non la morte-
-Alice, non mi farai cambiare idea, nessuno può-
-Nemmeno Bella?-
-Non coinvolgerla… non deve sapere perché lo faccio, è meglio che mi dimentichi…-
-Vedo che morirai…-
-E’ quello che voglio…-
-Non è vero… io lo so, te lo leggo negli occhi… vuoi che qualcuno ti salvi, ma quel qualcuno non sono io…-
-Ho tradito lei… ho tradito me stesso e i miei ideali… è colpa di ciò che sono…-
-Un uomo?-
-Un vampiro, un dannato, un mostro, una creatura del demonio-
Alice vorrebbe dirmi qualcosa, ma sa che quando inizio a condannarmi non c’è nulla che mi possa fermare. Solo Bella mi faceva sentire diverso, ma lei non c’è più… l’ho persa ed è tutta colpa mia. Abbraccio mia sorella, le dico addio e poi esco dalla sua vita e da quella di tutta la mia famiglia. Almeno così pensavo fin quando non vengo colpito con un pugno e scaraventato contro un albero.
-Basta dire cazzate e basta ridursi così per una ragazza che è così idiota da voler rinunciare alla vita- mi ringhia contro Rosalie. Mi rialzo e le dico di lasciarmi andare. Incrocia le mani al petto e mi dice che so cosa devo fare se voglio passare.
-Se tocco te, dovrò combattere anche con Emmett-
-Hai paura di noi?- mi provoca Rosalie
No, non ho paura di loro né di nessuno, non voglio solo combattere contro la mia famiglia, ma se loro mi costringono lo farò. Mi scaglio contro di lei, ma davanti a me compare Carlisle.
-Basta… se vuoi andare e buttare il dono che ti abbiamo fatto, fa pure. Nessuno è costretto a rimanere nella famiglia Cullen se non vuole.-  

Tre loschi figuri giungono in una spiaggia. Uno di loro zoppica leggermente, probabilmente per via di aver subito un incidente automobilistico.
-Perché devo guidare sempre io?- chiede lo zoppo
-Io non ho la patente e sono quasi cieco- gli risponde un uomo con una lunga barba e dei lunghi capelli e nelle mani degli anelli a forma di artigli-
-Io rischierei di non ricordare dove ho parcheggiato- risponde un uomo paffutello sorridendo
-Basta con queste battute sul tuo Alzheimer- gli dice l’uomo con la barba lunga
-Scusa mago di Northampton, se non mi deprimo…-
-Basta!- dice lo zoppo – siamo venuti Qui per adempiere ad una missione. Alan, sei sicuro che si trova qui?-
-Qui è un luogo in cui converge molta energia- risponde l’uomo con la barba e a quanto pare il mago del gruppo.
-Terry, sei sicuro di voler portare lui?- chiede lo zoppo
-Si Stephen, sarà divertente almeno- risponde l’uomo paffuto.
-Serve uno stupro!- interviene il mago-
-Sei fissato con gli stupri… basta con la violenza gratuita- dice Terry
-D’accordo, la prima mossa è stata mia inserendo nella sua testa una personalità più forte, adesso tocca a Terry e se la sua mossa non dovesse bastare allora… Alan prenderai in mano tu la situazione… forza disegna la porta…-
Il mago disegnò una porta nella sabbia, quindi prese una chiave e la mise dentro la fessura e tirò la maniglia. La porta divenne reale e si aprì veramente. Stephen si affacciò e immerse la mano.
-L’ho preso!- disse entusiasta
-Tiralo sulla barca Sampey!- disse Terry
Stephen iniziò a tirare e dalla porta iniziò ad uscire un braccio…

Il percorso ecologico di Mondo Verde club


Nella giornata del 20 ottobre 2012, alle diciassette, nei locali dell'ex Scuola Elementare di Musa, ora sede dell'Associazione Micologica melitese, si è svolta l’assemblea generale dell’associazione ambientalista e culturale Mondo Verde club, di cui l’avv. sa Aurelia Fernanda Sansotta è il presidente.
L’associazione è attiva nel coordinamento NO CARBONE.
Dalla riunione tenutasi insieme ai membri ( 52 tesserati) e simpatizzanti - vertente sull’approvazione del bilancio semestrale, progetto “Community Garden”, implementazione del progetto “Green Life” e ricerca di tecnici volontari, paesaggisti, idee per l’attuazione della giornata dell’albero ( 21 Novembre) idee per l'attuazione della giornata nazionale dell'albero (21 Novembre);  idee per l'attuazione della giornata nazionale dell'albero (21 Novembre); - è emerso che:
E’ necessario differenziare;

E’ necessario sprecare meno acqua possibile, per garantire a chi non può disporne, d’averne di più;

E’necessario riutilizzare più volte gli stessi prodotti, sebbene in contesti differenti;

E’ necessario riciclare la carta;

Riciclare il vetro;

La plastica;

L’alluminio;

Piantare più alberi possibili;

Mondo Verde, per realizzare tutto ciò, invita “tutte” le forme istituzionali, collettive e associative a partecipare al “momento verde”: un progetto destinato a migliorare la qualità della vita attraverso la realizzazione dei “GIARDINI COLLETTIVI”.
I community garden tenderanno a coinvolgere l’amministrazione comunale, le scuole, i centri parrocchiali, le associazioni di anziani, dei diversamente abili, la proloco e chiunque voglia partecipare a questa iniziativa.

Come si realizzeranno e organizzeranno i giardini collettivi?
I vivai collettivi saranno ricavati con materiale di riuso in modo che il risultato finale possa essere d’apporto all’arredo urbano. Una delle finalità dei community garden è, difatti, quella di fare da cornice ai luoghi urbani, completandoli  e ultimandoli nella loro pienezza, raggiungendo così il proposito di sensibilizzare alle tematiche ambientali.
Sono stati individuati anche i luoghi in cui realizzare i giardini collettivi:
Cortile dell’ex carcere in via del Fortino; cortile retrostante l’ospedale Tiberio Evoli; il cortile dell’oratorio dell’Immacolata; il cortile della Scuola Media; il cortile della Scuola Elementare.
Mondo Verde, avvalendosi di esperti, educatori e persone che, anche all’interno di Mondo Verde, hanno acquisito nozioni e capacità considerevoli, tali da poterli trasmettere agli altri, cercherà di sensibilizzare la collettività sulle tematiche ambientali, realizzerà un percorso ecosostenibile che metterà in atto il principio del “tutto si trasforma” così da inquinare meno. Perché mai come oggi vi è la consapevolezza che, per garantire una migliore qualità della vita, bisogna rispettare l’ambiente e gli animali che lo popolano.
 





domenica 4 novembre 2012

Una storia su Twilight. 4



Ero nel mio letto solo e disperato, quando si è affacciata lei sulla porta. Attraente come sempre e i suoi pensieri mi erano subito chiari: consolarmi. Con i suoi ricci biondi avanzava verso di me, mi prende la testa fra le mani e mi sussurra: -Basta essere triste- Mi da un bacio che accende in me la passione. Sono debole al suo fascino, al suo profumo, alla sua pelle levigata. Mi spinge sul letto e io mi lascio cadere. Non ho le forze per oppormi a quello che sta per succedere. Lei mi vuole e io voglio lei. Mi strappa la camicia di dosso con un solo gesto e io le tolgo la maglietta. Entrambi siamo a petto nudo. Ammiro per qualche momento il suo seno e poi me lo metto in bocca succhiandole uno dei capezzoli. Lei inarca la schiena, le piace. Poi mi allontana e inizia ad armeggiare con i pantaloni. Me li toglie con la classica velocità della nostra razza e io faccio lo stesso. Siamo nudi e poi lei senza dire nulla o chiedere nulla si posiziona su di me. Inizia a muoversi e io faccio lo stesso. Non penso a nulla. Penso solo che posso anche non trattenermi. A lei non farà male, lei non è un umana…

Tre ore dopo siamo distesi sul letto. Non siamo stanchi né provati per la prestazione. Non è stato nulla di eccezionale, ma non è stato male.
-Mi dispiace- le dico –Ho sbagliato, non avrei dovuto farlo-
-Tranquillo, è stato solo sesso – dice lei e sulle sue labbra c’è il suo classico sorriso, ma so che mente. Vorrebbe di più da me e non capisce come è possibile che io sia legato in maniera così forte ad una stupida umana. Purtroppo è l’amore. Non posso più stare qui con lei. Mi sento troppo in colpa nei suoi confronti. Torno da Bella… lei ha bisogno di me, ma se prima avevo paura che non mi perdonasse, adesso potrà mai farlo? L’ho tradita, anche se non stavamo più insieme. No, non posso tornare da lei. Non riuscirei a guardarla in faccia. Non riuscirei a tenerlo per me. Non posso mentirle. La farei ancora di più soffrire. Sapevo di essere un mostro e questa è la dimostrazione. Non ho un’anima… uno che ha un’anima non può tradire la donna che ama! Maledizione! Mi struggo dal dolore. Tanya si alza dal letto, prende i suoi vestiti ma non se le rimette addosso. Rimane nuda davanti a me, forse vorrebbe che la fermassi. Non lo faccio.
-Tranquillo, rimarrà tra me e te. Domani stesso andrò via- mi dice lei
-No, non è giusto… sono stato io a sbagliare e io devo andare via-
-Non c’è stato nessuno sbaglio, idiota!- mi dice furiosa prima di sbattere la porta dietro le sue spalle.
Perché faccio soffrire le persone che mi vogliono bene? Perché sono cattivo, sono un vampiro e merito di non esistere. La mia colpa è grande e c’è un solo modo per poterla espiare… i Volturi saranno il mezzo.

***
In questi giorni non è successo nulla di interessante, ho fatto le solite cose. Scuola, palestra, casa e alla sera sono uscita con Jessica o con Jacob. Tutta nella normale routine fin quando ieri non è arrivato in città, indovinate cosa? La troupe di un film… un horror per l’esattezza.
-Basta con i vampiri- hanno detto in coro Jacob e Jessica.
Ah mi sono dimentica… con Jacob i rapporti sono tornati normali. Credo che lui abbiamo accettato il fatto che possiamo essere solo amici e spero che gli vada bene.
-Che dite se andiamo sul set?- ha proposto Jessica
-Si…magari cercano delle controfigure locali e di sicuro prenderanno me per qualche parte-
-Si farai l’atleta bullo che viene ucciso nei primi minuti- lo ha preso in giro Jessica
-Ehi!-
Cosi finita la scuola, salto la lezione con Chuck e andiamo al set. Non siamo i soli ad avere avuto l’idea. Quasi tutti i ragazzi della scuola ci sono. Però noi tre veniamo scelti per fare le comparse e così incontriamo gli attori, tutti sconosciuti. Il regista anche è alle prime armi… si chiama Rupert Sanders e ha degli occhi azzurri meravigliosi…

sabato 3 novembre 2012

Una storia su Twilight. 3



3
In queste settimane sono successe parecchie cose e sono stata piuttosto impegnata. Innanzitutto ho continuato le mie lezioni di arti marziali con il maestro Chuck e sono migliorata sempre di più, a me si è unita anche Jessica. Ma la parte più incredibile è avvenuta con Jacob. E’ tornato a scuola dopo che non è venuto per una settimana. Era molto diverso. Era muscoloso all’inverosimile anche troppo per un ragazzo della sua età. Sembrava uno che fa uso di steroidi. Dopo avermi assicurato che non era così, mi ha chiesto come andava con Edward. Le ho raccontato tutta la vicenda e lui mi ha subito chiesto se lo avessi già dimenticato.
-Come potrei?- gli ho risposto –E’ l’amore della mia vita.
Credo sia rimasto un po’ deluso dalla mia risposta, però ha continuato a parlare e mi ha fatto notare che non sembravo triste. Certo non mi struggo dal dolore, ma questo non vuol dire che l’abbia dimenticato e che non lo voglio nella mia vita. Spero che un giorno torni da me.
Comunque dopo un paio di giorni ho scoperto il suo segreto. Jacob è un licantropo o meglio un mutaforma…  riesce a trasformarsi in un enorme lupo. Lo stesso vale per altri membri della sua tribù indiana. Sono stati creati per dare la caccia ai vampiri e quindi sono i loro nemici. Con i Cullen però avevano stresso una sorta di alleanza. Comunque con Jacob, visto che Edward non c’era, ho iniziato a frequentarlo sempre di più. Per me è un amico e nulla di più. Un giorno mi ha confessato i suoi sentimenti e ha tentato di baciarmi. Non gliel’ho permesso e gli ho spiegato che per me è un amico e nient’altro. Non mi sembrava giusto illuderlo. Sapevo che avrebbe sofferto, ma credo che lo avrebbe fatto ancora di più se non fossi stata chiara dall’inizio. Per un paio di giorni poi Jacob non si è fatto più vedere e mi è dispiaciuto perché mi è mancato poter parlare con lui. Tutto ciò però non è nulla in confronto a quello che mi è successo ieri.
Io e Jessica stavamo tornando dalla lezione di arti marziali, quando Laurent è comparso davanti a noi.
-Sei in pericolo, Bella. Victoria è tornata- mi disse il vampiro
-Chi è Victoria e chi è questo tizio?- mi chiese Jessica un po’ preoccupata.
-Vuoi portarmi da lei?- gli chiese senza alcun timore. Non sarei scappata, sapevo che lui era un vampiro e che, nonostante facessi arti marziali, non sarei mai stato abbastanza forte per uno della sua specie, ma ero stanca di avere paura di loro, ero stanca di chiedere aiuto ed ero stanca di non affrontarli.
-Lei ti ucciderà ma prima ti farà soffrire. Io intendo ucciderti senza farti soffrire.-
-Che animo nobile! Bella! Andiamo alla polizia e denunciamo questo pazzo!- urlava isterica Jessica come se la polizia ci avrebbe potuto aiutare in qualche modo. Nessuno poteva aiutarci.
-Adesso che i Cullen non ci sono per te non c’è speranza- continuò Laurent tentando di convincermi delle sue buone azioni.
-Vuoi uccidermi? Dovrai sudarlo per farlo-
Lui sorrise e si lanciò contro di me. Era troppo veloce, non avrei potuto fare nulla, nessuna reazione. Laurent però prima che mi potesse sfiorare, venne colpito in faccia con una potente ginocchiata. Era stato Chuck a salvarmi.
-State bene? Accidenti quanto è dura la sua faccia… è fatta di roccia-
Laurent più che sorpreso che dolorante calcolò quello che stava accadendo.
-Umano questa faccenda non ti riguarda… se non vuoi morire, è meglio che te ne vai.-
-Bella, facciamo come sta dicendo- diceva Jessica convinta che l’opportunità di andarsene fosse stata data anche a me. Ovviamente non era cosi. Io dovevo rimanere, io ero il piatto forte del menù di Laurent. Chuck non ha alcuna intenzione di abbandonarmi, a differenza di Edward. Mi guarda e io capisco subito, vuole che combattiamo insieme. Non servirà a nulla però. Loro sono dei vampiri, loro sono più forti di tutti noi. Poi però Laurent senza un ululato, lo sentiamo tutti. Nella sua faccia è dipinto il terrore. Scappa correndo più che non posso. Non so bene cosa è successo, ma dopo qualche minuto abbiamo sentito altri latrati di cani e le urla di Laurent salire al cielo. Il vampiro era stato ucciso dalla tribù di Jacob. Dopo Chuck si è proposto di scortarci a casa. Prima abbiamo lasciato Jessica e poi ci siamo diretti a casa mia. Prima di scendere dalla sua auto, mi sentivo confusa e volevo sdebitarmi per non avermi lasciata da sola. Gli ho dato un bacio stampo sulle labbra e poi ho tentato di uscire dall’auto a tutta birra. Lui però mi ha afferrato per il polso e mi ha chiesto se potevo aspettare un minuto. Il minuto più umiliante della mia vita. Mi ha detto che per una ragazza è facile far confusione con i sentimenti e che magari credo di provare qualcosa per lui, ma è solo un’infatuazione o gli voglio bene ma come lo si vorrebbe ad uno zio. Era un bacio innocente e nulla di più, ma non era giusto che lui magari non dicesse nulla e alimentasse le mie fantasie adolescenziali. Mi ha abbracciato e mi ha detto che quello è stato un errore e che il rapporto tra di noi non subirà nessun cambiamento almeno da parte sua. L’ho ringraziato e tra le sue braccia mi sono sentita al sicuro, proprio come quando da bambina stavo tra le braccia di mio padre. L’ho salutato chiamandolo zio Chuck e da quel giorno ho iniziato a chiamarlo così, non davanti agli altri allievi però.

L’ha baciato! Io vado la e li ammazzo a tutti e due. Succhio il sangue di tutti e due e poi… perché lo ha fatto? Non mi ama? Non mi ha mai amato? Mi ha già dimenticato? E’ stata però tutta colpa mia. Io non c’ero e lei è stata attaccata da Laurent. Quello lì l’ha aiutata. Percepisco il pensieri di questo Chuck. Non la ama e sa che lei non ama lui, che è confusa come è giusto che sia una ragazza della sua età. Perché è confusa? L’amore che prova per me non dovrebbe… io sono stato a confonderla. Basta questo autoesilio non ha senso. Io tanto me ne sono andato e lei è lo stesso in pericolo. Victoria poi ha giurato di vendicarsi e proverà ad ucciderla di sicuro. Devo fare qualcosa. Devo tornare da lei e farò tutto ciò che vuole, la voglio sposare, la voglio trasformare, la voglio rendere mia, solo mia! E sono sicura che lei sarà contenta di vedermi e mi bacerà e mi amerà. Ho fatto un errore, ma sono sicura che lei mi perdonerà… e se non dovesse farlo. L’ho abbandonata, le ho detto che la nostra storia non significava nulla, se ne è dispiaciuta solo per un giorno e poi quando odio mostrava quando le comparivo davanti. Ad arti marziali non faceva che immaginare di colpire la mia faccia a calci e pugni. No, non mi perdonerà mai… sono depresso e triste.

venerdì 2 novembre 2012

Una storia su Twilight. 2



2
Vengo svegliate dalle urla di mio padre. Oggi devo per forza andare a scuola. Non ne ho assolutissimamente voglia. Ma ci devo andare per forza… mogia mogia mi vesto prendendo le prime cose che mi capitano dall’armadio. Stranamente indosso una tuta nera elasticizzata che non credevo nemmeno di avere e una felpa con il cappuccio… scendo giù e mio padre mi aspetta. Mi porterà lui a scuola… che palle.
Non appena esco dall’auto, vedo una ragazza che mi saluta. E’ Jessica. Le vado incontro e nel frattempo sento un paio di fischi alzarsi dietro le mie spalle. I ragazzi della scuola hanno già saputo che sono single e tornano alla carica? Mi volto e fulmino tutti con un’occhiataccia. Tutti si voltano dall’altra parte. Bene.
-Ciao Bella, come va?- mi chiede Jessica
Faccio un’alzata di spalle e allora lei cerca di consolarmi. Ti passerà, mi dice. Ma io non voglio che passi, io voglio tornare con Edward. Per tutta la mattinata cerco Jacob. Di solito lui mi fa ridere e ho proprio bisogno di una risata. Chiedo a Jessica. Dice che Jacob è ammalato e che è da una settimana che non si fa vedere a scuola. Una settimana? E come mai io non me ne sono accorta?
- Perché non facevi che stare con Edward e ci hai ignorati tutti- mi dice schiettamente Jessica.
-Mi dispiace molto- le dico - cercherò di rimediare. Vuoi uscire stasera?
Jessica non è molto convinta, ma alla fine accetta. La giornata prosegue monotona fin quando non suona l’ultima campanella. Prendo la borsa per la palestra a casa e poi vado subito dal mio maestro preferito. Mi compare l’immagine di Edward davanti che mi dice di non andarci.
-Sei geloso?- urlo –Bé non mi dovevi lasciare!
Edward scompare dispiaciuto e forse terrorizzato e appena succede, divento triste, forse non avrei dovuto trattarlo cosi… però lui mi ha lasciato, mi ha spezzato il cuore e se lo meritava. Mi volto e vedo che ci sono un paio di persone che mi guardano… continuo a parlare tenendomi l’orecchio, forse penseranno che ho l’auricolare e non penseranno che sono pazza… forse…

Me lo merito. L’ho abbandonata. Che cosa pretendo? Che non mi odi? Che devo fare? Forse è meglio che vada a parlare con Alice. Lei è una donna, mi potrà dare sicuramente dei buon consigli. Sto per uscire dalla mia camera, quando si para davanti Tanya.
-Ed… sei molto triste in questi giorni come mai? Certo, non è che di solito sei solare e allegro, ma adesso sei più tenebroso del solito… che c’è che non va? Con me puoi confidarti-
Non so se è una buona idea, ma ho bisogno di parlare con qualcuno e forse Alice è con Jasper a fare i piccioncini e vederli insieme, vedere tutti i miei parenti insieme, mi dà molto fastidio. Inizio a parlare con lei. Le dico che sono preoccupato per Bella. Che ha deciso di fare arti marziali e che già sembra felice senza di me.
-Non è quello che volevi. Pensavi che con te fosse in pericolo e che la vostra relazione non era una buona cosa… l’hai lasciata per il suo bene e lei adesso sembra trovare la sua strada ed essere felice…-
Le sue parole hanno un senso. Se voglio la sua felicità, se la amo davvero, la devo lasciar vivere. Si rifarà un vita, si innamorerà di nuovo e si sposerà con un altro… io continuerò ad osservarla e sarò felice di vederla felice.
-…ma anche tu devi esserlo felice e puoi esserlo con…- Tanya si avvicina sempre di più a me e poi le sue labbra sfiorano le mie. Per un secondo la lascio fare, voglio pensare che siano le labbra di Bella, ma non è la stessa cosa. La allontano.
-Mi dispiace…- le dico –ma non posso… non ora…-
Tanya delusa esce dalla sua stanza e la mia mente si rivolge di nuova a Bella.

E’ finita la lezione. Mi sento bene. Chuck si avvicina a me e mi chiede se va meglio rispetto a ieri. Gli faccio un sorriso. Una cioccia di capelli mi cade sul volto, lui me la risistema dietro l’orecchio e mi dice che gli fa piacere. Io arrossisco e poi lui se ne va…
Tornata a casa, mi faccio una doccia veloce e poi mi preparo per uscire. Mi metto un paio di pantaloni di pelle, una maglietta grigia e un gilet di pelle. Ma da dove saltano fuori questi vestiti? Forse le ha comprati mio padre, prima che venissi non sapendo che gusti avevo. Va bè non fa niente, mi piaccio. Jessica è sotto e mi suono il campanello. Scendo e iniziamo ad andare in giro per la città. Andiamo al cinema.
-Non qualcosa di romantico- le impongo. Delusa, scegliamo l’unico altro film disponibile. Uno con tante esplosioni e inseguimenti. Siamo le uniche ragazze senza ragazzo a vederlo. Usciti dal film, passiamo vicino ad un bar. C’è un naziskin che ci insulta: -Ehi lesbo! Non vi va un cazzo da ciucciare?- e poi scoppia a ridere.
-Ci ha preso per lesbiche?- chiede Jessica e per la prima volta sembra notare come mi sono vestita
-Su troiette, venite qua…-
-Andiamocene… è un naziskin e pure ubriaco- dice preoccupata Jessica, mi prende il braccio e cerca di strascinarmi via.
-Ehi tu! Invece del braccio della tua amica sai cosa potresti prendere?-
-Basta!- urlo. Ne ho abbastanza di quel sacco di merda e dei suoi insulti. Mi libero dalla stretta di Jessica e mi lancio ad affrontarlo. L’immagine di Edward mi appare davanti e mi dice di non farlo, che è pericoloso. Non lo ascolto e mi fermo davanti al ceffo.
-Hai capito che è meglio uno di questi che la patatina?-
Mi avvicino con fare accondiscendente, gli metto una mano in mezzo alla gamba e poi glielo stritolo. Lui urla e cerca di colpirmi con un pugno. Lo schivo e poi lo mando a stendere con un calcio. Torno da Jessica, che mi guarda con la bocca spalancata.
-Come…come haiii fattooo?- balbetta
Boh, non lo so nemmeno io, però mi sento meglio e mi sento soprattutto soddisfatta di me stessa.

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